Camera F è uno spazio artistico estemporaneo che prende forma con il contributo volontario degli artisti che transitano in città. Il nome prende spunto dal celebre testo di R. Barthes “Camera chiara” ma vuole anche essere un riferimento a cavallo tra il termine anglosassone “Camera" inteso come apparecchio fotografico e “Dispositif" (rif. Foucault). Questa stanza si propone come luogo di incontro e condivisione in cui sperimentare nuovi scenari tra fotografia, arte visiva e altre forme espressive con spirito di ricerca umanistica oltre che progettuale e tecnico.

“Camera F”, born as a personal archive, takes its name from the notorious short book by Barthes, whom it wants to pay homage to, but also refers to the English term “camera”, intended as a photographic device, or “dispositif” (ref. Foucault). It is as well, physically, an open “room”, a place for researching and sharing, where we experiment new relationships between images and other expressive forms, with a humanistic spirit of research, in addition to the technical one. 

Nel giorno più breve, l'ombra, perpendicolare al sole, più lunga

 

In the shortest day, the shadow, perpendicular to the sun, longer. 

Matteo Fieni, 2016  

Studio del primo manifesto per Camera F

Qui lo spazio interno di Camera F è utilizzato come dispositivo fotografico, che riceve la proiezione della visione esterna (ma capovolta) e la prospetta, con un'ispirazione costruttivista (rif. Rodčenko) su dei pannelli predisposti ad hoc.

 

Study for the first Camera F Manifesto

Here the interior space of Camera F is used as a photographic device, which receives the projection of the outside view, albeit upside down and shows it, with a constructivist inspiration (ref. Rodčenko), on specially-made panels.

Matteo Fieni, 2016

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